Orsa Pravello Trail 2026
Di Aldo Trentini
All'Orsa Pravello Trail di Saltrio i volontari del Comitato di Valceresio presidiano sentieri, creste e trincee con due ambulanze e due squadre a piedi

Saltrio, domenica mattina. Il sole si alza lento sopra il Ceresio e accende di luce dorata i boschi del Monte San Giorgio. Al Colle San Giorgio l'aria è fresca, profuma di foglie umide e di caffè. Centinaia di atleti stringono i lacci delle scarpe, controllano la frontale, si scambiano un ultimo sorriso nervoso. Poco più in là, lontano dai riflettori, alcune divise rosse sono già al lavoro da ore.
È il giorno dell'Orsa Pravello Trail, la gara nata nel 2016, organizzata con passione dagli Amici del Monte Orsa. Un appuntamento che porta i numerosi corridori dentro uno dei paesaggi più suggestivi delle Prealpi, il Monte San Giorgio, Patrimonio dell'UNESCO. Qui la montagna custodisce fossili di un mare scomparso milioni di anni fa, e oggi accoglie chi sceglie di sfidarla di corsa.
Le strade possibili sono tre. La più lunga, la Triassic 30 km, con 1.900 metri di dislivello positivo; la Trincea 16 km con 1.000 metri, mentre la Cave 10 km offre 600 metri di salita. Alle otto parte la distanza regina, un'ora dopo le altre. I sentieri si infilano tra boschi, creste, trincee della Linea Cadorna, grotte e antiche cave, costeggiando il confine tra Italia e Svizzera. È un terreno che non perdona: fondo sconnesso, pendenze severe, tratti scivolosi.
Ed è proprio lì, dove la fatica morde e il sentiero si fa più stretto, che la Croce Rossa Italiana, Comitato di Valceresio, ha disegnato la sua rete di sicurezza. Quattro i mezzi schierati: due ambulanze pronte a intervenire nei punti raggiungibili su strada e due squadre appiedate, zaino in spalla, distribuite lungo il percorso per arrivare là dove nessun motore può salire. Un lavoro silenzioso, fatto di radio che gracchiano, sguardi attenti e chilometri percorsi a piedi, in stretta collaborazione con l'organizzazione, i suoi volontari e gli Alpini.
Per gli operatori della Valceresio non è una novità. Dalla sede di via Matteotti ad Arcisate, il Comitato è ogni giorno al fianco della popolazione degli undici comuni della valle: trasporti sanitari, emergenza, protezione civile, corsi alla cittadinanza e il sostegno alle famiglie in difficoltà con i pacchi alimentari. Uomini e donne che, finito il turno di lavoro, indossano la divisa e regalano il proprio tempo agli altri, fedeli a un motto semplice: ogni persona ha una storia, e a loro interessano tutte.
Intanto, sul monte, la giornata scorre splendida. Il cielo è limpido, il lago brilla sotto le creste dell'Orsa e del Pravello passando per Ca’ del Monte e la suggestiva chiesetta di Sant’Elia, e al traguardo gli applausi accolgono uno dopo l'altro gli atleti stanchi e felici. Qualcuno alza le braccia, qualcuno si siede sull'erba a riprendere fiato. Pochi, forse, si voltano a guardare quelle divise rosse ancora in servizio. Ma sono loro ad aver reso possibile che oggi, sul Monte San Giorgio, l'unica cosa da raccontare fosse la bellezza della corsa.


